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Der Sprechgesang bei Arnold Schönberg: Zwischen Stimme und Auflösung der Form

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Der Sprechgesang bei Arnold Schönberg: Zwischen Stimme und Auflösung der Form   © 2026 Alessandro Ialenti. Alle Rechte vorbehalten 1. Die Krise des Singens Mit dem Sprechgesang vollzieht Arnold Schönberg keinen bloßen stilistischen Schritt, sondern eine Zäsur, die das Verhältnis von Musik, Sprache und Subjekt grundlegend neu bestimmt. In Pierrot Lunaire erscheint die Stimme nicht mehr als Träger einer stabilen musikalischen Identität, sondern als ein Ort des Übergangs, der sich jeder eindeutigen Zuordnung entzieht. Diese Entziehung ist kein Mangel, sondern das eigentliche ästhetische Ereignis. Die klassische Gesangstradition beruht auf einer impliziten Ontologie des Tons: Der Ton ist etwas, das identisch bleibt, das gehalten, kontrolliert und in ein System integriert werden kann. Ebenso beruht die Sprache auf der Annahme, dass Bedeutung stabil ist und sich im Medium der Stimme transportieren lässt. Der Sprechgesang setzt genau hier an und unterläuft beide Voraussetzungen zugle...

Il sonetto italiano nella storia della musica: tra metrica poetica e stili compositivi

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  Il sonetto italiano nella storia della musica: tra metrica poetica e stili compositivi © 2026 Alessandro Ialenti. Tutti i diritti riservati 1. Introduzione Il sonetto italiano rappresenta una delle più alte sintesi formali della tradizione poetica occidentale: una forma breve e insieme densissima, nella quale la misura non coincide mai con una semplice regolarità esteriore, ma si configura come equilibrio dinamico di tensioni interne, come architettura del pensiero ritmico capace di trasformare il linguaggio in forma temporalmente organizzata. Fin dalla sua piena maturazione in Canzoniere , il sonetto rivela una peculiare predisposizione alla trasposizione musicale, poiché la sua struttura metrica custodisce già una latente energia sonora: la disposizione degli accenti, la distribuzione delle cesure, il rapporto fra quartine e terzine, la progressione sintattica dell’ endecasillabo costituiscono altrettanti nuclei di temporalità potenziale che la musica, nelle diverse epoche...

Intelligenze multiple e pluralità della comprensione. Verso una fenomenologia non riduzionista dell’intelligenza

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  Intelligenze multiple e pluralità della comprensione. Verso una fenomenologia non riduzionista dell’intelligenza © 2025 Alessandro Ialenti. Tutti i diritti riservati. 1. Oltre il modello unitario dell’intelligenza Il concetto di intelligenza ha occupato, nella storia del pensiero occidentale, una posizione ambigua: da un lato esaltato come facoltà suprema della razionalità umana, dall’altro progressivamente ridotto, in epoca moderna, a funzione misurabile.  Il paradigma psicometrico novecentesco, culminato nei test di quoziente intellettivo (QI), ha contribuito a consolidare una concezione unitaria, astratta e gerarchica dell’intelligenza, identificata prevalentemente con le capacità logico-matematiche e linguistiche 1 . Questa impostazione ha mostrato nel tempo limiti teorici e pratici sempre più evidenti: essa trascura la pluralità dei modi in cui l’essere umano comprende, agisce, percepisce e si orienta nel mondo. La crisi del modello unitario dell’intelligenza non...

Viktor Frankl: Sinn als Grundmotivation des Menschen

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Viktor Frankl: Sinn als Grundmotivation des Menschen  © 2026 Alessandro Ialenti. Alle Rechte vorbehalten . Einleitung Viktor Emil Frankl (1905–1997) gehört zu den einflussreichsten Denkern an der Schnittstelle von Psychiatrie , Psychotherapie und Philosophie des 20. Jahrhunderts. Als Begründer der Logotherapie und Existenzanalyse entwickelte er einen Ansatz, der den Menschen nicht primär als triebgesteuertes oder konditioniertes Wesen versteht, sondern als ein Wesen, das wesentlich durch die Frage nach dem Sinn seines Lebens bestimmt ist.[1]  Frankls Denken ist untrennbar mit seiner Biographie verbunden: Als jüdischer Intellektueller überlebte er mehrere Konzentrationslager, darunter Auschwitz und Dachau . Diese existenziellen Grenzerfahrungen prägten sein Werk nachhaltig und verliehen seiner Theorie eine außergewöhnliche ethische und existentielle Tiefe.[2] Der vorliegende Beitrag stellt die Grundzüge von Frankls Denkansatz dar und diskutiert seine Aktualität im Kontext...

Il pensare come «soppesare» originario: riflessioni etimologiche ed ermeneutiche

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Il pensare come «soppesare» originario: riflessioni etimologiche ed ermeneutiche © 2025 Alessandro Ialenti. Tutti i diritti riservati. 1. Introduzione La radice etimologica del verbo pensare — dal latino pensāre , intensivo di pendĕre (“pesare, soppesare”) — non rappresenta un semplice dato antiquario, ma suggerisce una struttura concettuale originaria nella filosofia occidentale. Pensare non è soltanto un’attività mentale astratta, bensì un atto operativo che confronta e misura termini, idee e valori. Pensāre ha la doppia valenza di soppesare e di valutare , e indica un rapporto dialettico tra elementi eterogenei che richiede un criterio di misura. Questa originaria metafora della bilancia – che implica un confronto, una valutazione e un equilibrio – attraversa trasversalmente l’intero sviluppo storico del pensiero occidentale. In Aristotele , il pensiero è già giudizio discriminante ( krísis ) che distingue e seleziona, e la razionalità pratica indica il “giusto mezzo” come...

Die verschiedenen Auffassungen von „Intentionalität“ in der Geschichte des abendländischen Denkens

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  Die verschiedenen Auffassungen von „Intentionalität“ in der Geschichte des abendländischen Denkens © 2025 Alessandro Ialenti. Alle Rechte vorbehalten. Einleitung Der Begriff der Intentionalität — also die Gerichtetheit des Geistes, des Leibes oder des Geistes auf ein Objekt — bildet einen roten Faden in der Geschichte der abendländischen Philosophie . Von Aristoteles über die Scholastik , von Brentano über die phänomenologische Tradition bis hin zu jüngeren Ansätzen ( Scheler , Gentile , Schmitz ) wurde der Begriff stetig diskutiert, erweitert und radikalisiert. Wie Husserl pointiert: „Jedes Bewusstsein ist Bewusstsein von etwas“¹ — eine Richtungsstruktur, die sich historisch unterschiedlich manifestiert: als formale Identität , als Vermittlung durch species, als Repräsentation, als affektiver Akt, als verkörperte Motorik oder als räumlich diffuses Gefühlserleben. Dieses Essay zeichnet den genealogischen Verlauf dieser Begriffe nach, integriert wenig beachtete Beiträge (...